Il Santuario

Chiesetta vecchia

Nascita del Santuario

"Il Santuario della Madonna della Catena, nido solitario di pace, sorge nella valle Fanaca alle falde del Monte Kalfa, nel territorio di Mongiuffi Melia"

Da uno studio, su fonti d'archivio di privati, risulta che la prima comparsa di documenti per il Santuario in Val di Ghiodaro, in territorio di Mongiuffi Melia, risale a tempo immemorabile, mentre si sa con certezza che la prima campana fu portata in contrada Fanàca nella stessa valle, alle radici del monte kalfa, nel 1587

Notizie storiche precise fanno risalire il culto della Vergine Santa, sotto il titolo della Catena in Val del Ghiodaro, ai primi anni del secolo XV. Anche se non si conosce la data della costruzione della chiesetta rustica, da documenti di privati si rileva che un certo Matteo Lo Pò, cittadino messinese, sposato ad una donna di Mongiuffi, Onofria Sgroi, e residente con lei a Mongiuffi, devotissimo del nuovo titolo della Vergine Santa sorto a Palermo nell'anno 1397, fece costruire presso le sorgenti del fiume ghiodaro, di fronte ai ruderi dell'acquedotto greco-romano, una chiesetta dedicata alla Vergine Santa, simile a metà dello spaccato di una cupola. Il Lo Pò aveva ricevuto qualche grazia di rilievo dalla Vergine Santa sotto quel titolo, il suo gesto è cosi spiegabile. Le due piccole campane armoniose, ora trafugate, fuse con ricca lega d'argento come si desumeva dal loro suono, erano nel 1587, quando ormai la devozione alla Madre della Catena si era consolidata ed affluivano pellegrini penitenti per incontrare il volto materno di Maria, per ringraziarla dei benefici ricevuti e per chiedergliene di nuovi.

Essendo troppo fatiscente l'antico Santuario, fra gli anni quaranta e sessanta del secolo scorso, ne ne è portato a termine il nuovo

Il sogno di lunghi decenni è ormai realtà. Da Mongiuffi si può arrivare al Santuario con una carrabile depolverizzata.

Il Culto

La storia che attribuì il titolo di "Madonna della Catena"

"La tradizione fa risalire la devozione alla Madonna della Catena in quella località al secolo XVI"

La denominazione "della Catena" è stata annoverata nella lunghissima litania dei titoli con cui si onora la Madre di Dio, nell'anno 1397.

Regnando in Sicilia Martino I (1385-1409), sposo di Maria di Aragona, ci raccontano gli storici Mongitore e Rocco Pirri, tre giovani innocenti furono condannati alla forca in Palermo. Nel giorno dell'esecuzione i condannati furono condotti a piazza Marina, dove erano alzate le forche. Ma, poco prima di salire sul palco, si scatenò un uragano sconvolgente. I gendarmi con i condannati, si rifugiarono nella chiesetta di Santa Maria del Porto, presso il mare, in attesa della fine del temporale, che si protrasse molto a lungo nella notte. Non essendosi potuti trasferire i condannati nel carcere, insieme alle guardie, essi passarono la notte nella chiesetta, legati l'un l'altro a doppie catene, dopo che la chiusura della porta era stata assicurata. Cosi l'esecuzione veniva rimandata al domani.

Le guardie dormivano, ma i condannati pregavano. Coscienti della propria innocenza, essi avevano veduto nel temporale e nel loro rifugio in chiesa un auspicio di salvezza. Presso l'altare, su cui si ergeva una immagine della Vergine Maria, palpitava una lampada come una speranza. I tre poveretti, vi si trascinarono presso, col cuore sulle labra, e pregarono la Vergine Santa, perchè facesse conoscere la loro innocenza. Ad un certo momento sentirono spezzarsi le loro catene, e avviandosi velocemente verso l'uscita, videro la porta spalancata. Già sorgeva il giorno. Furono però raggiunti dalle guardie, che li avrebbero incatenati di nuovo, se non fosse intervenuto il popolo, che di nuovo affollava la piazza. E fu il popolo ad appellarsi al re, che di fronte allo straordinario prodigio, li dichiarò liberi

il re e la regina furono i primi a portarsi alla Chiesetta del prodigio per vedere le catene spezzate e rendere commosso omaggio a Maria. Da quel giorno fu un continuo pellegrinare di Palermitani e di fedeli dei paesi vicini. La devozioneverso Maria sotto il nuovo titolo si diffuse per la Sicilia, la Calabria, la Lucania, e la Campania. Tra i paesi ove la Santissima Vergine della Catena è stata ed è venerata si ricordano: Riesi, Catania, Messina, Termini Imerese, Acicatena, Adrano, Castiglione di Sicilia, Modica, Gangi, Lipari, Roccalumera, Castel di Tusa, Milazzo, San Marco d'Alunzio, Polistena, Cittanova, Cassano Ionio, Cefalù.

Statua Madonna della Catena